CHI SONO

Martina Madrigali, classe 1989.
Sono un’artista autodidatta del papercutting e collage con sede a Lucca in Toscana.

Sin da piccola, la mia più grande passione è stato il disegno, che ho sempre rilegato a status di divertimento temendo che, se ne avessi fatto materia di studio o lavoro, avrebbe perso tutta la sua magia e la capacità di farla evadere in un’altra realtà, una realtà ad hoc, fatta da me e tutta per me.

Durante l’adolescenza i miei primi lavori erano disegni a lapis, esclusivamente in bianco e nero. Col tempo mi sono resa conto che questo primo approccio all’arte in cui i gradi di sfumatura di nero sono la base è stato fondamentale per i miei progetti futuri col papercutting.

Il lapis mi ha insegnato a vedere non più solo le linee di contorno ma soprattutto i toni dei vari colori presenti in tutto ciò che ci circonda. Per rappresentarli in bianco è nero è necessario graduare la sfumatura, la cui forma si può quindi considerare un frammento del tutto.

Iniziai a mettere in pratica le diverse tonalità di colore su tela pochi anni dopo, usando come primi soggetti i miei nonni. Ho sempre amato le rughe e le macchie sulla pelle, sono come impronte digitali, uniche. Un viso non ha solo un rosa, ma diverse tonalità di rosa, e queste diverse sfumature, se strizziamo gli occhi, sono facilmente separabili da linee quasi impercettibili, ma reali.

È solo all’età di diciannove anni che ho iniziato ad approcciarmi al papercutting. La fine dell’adolescenza è stato uno dei peggiori periodi della mia vita. Non frequentavo più la mia adorata scuola, vedevo sempre più di rado i miei vecchi amici e all’università non riuscivo a farmene di nuovi. Tante altre cose non andavano, ma soprattutto a non funzionar bene era la mia testa. E fu in questo periodo grigio e uniforme che una cara persona mi consigliò di fare un disegno della mia vita, in modo tale da poter capire più chiaramente, attraverso le immagini, cosa dovessi impegnarmi a cambiare.

Non volli però fare un banale disegno, bensì iniziare a cambiare già da quel momento, e cercai allora un nuovo metodo, una nuova via per rappresentarmi. A colori. Ed è in questo momento che tornai indietro con la mente sino all’infanzia. Mi ricordai dei collage che la nostra maestra ci faceva fare all’asilo. Tagliavamo delle figure disegnate sul cartoncino spesso e ci incollavamo la carta crespa in
modo da fare delle rudimentali vetrate di carta. Decisi di provarci. E non ho più smesso.

La mia tecnica si è evoluta negli anni così come la mia precisione.
All’inizio usavo un taglierino e la carta crespa colorata che trovavo in commercio.
Adesso uso un bisturi e vari tipi di carta e supporti. Il lapis, invece, non l’ho mai sostituito.